Le Zone DOC dei 9 produttori:

Friuli Grave
Le Grave si estendono su una superficie di circa 7.500 ettari a cavallo del fiume Tagliamento, tra le province di Pordenone e Udine. La zona, a ridosso dell’arco alpino, si è formata nell’arco dei millenni con i depositi di materiale calcareo dolomitico portati a valle dalle alluvioni. Il terreno è caratterizzato da un ampia superficie sassosa che aumenta l’escursione termica tra il giorno e la notte, questo aspetto favorisce la coltivazione di uve particolarmente aromatiche e di vini profumati ed eleganti. I vini delle varietà a bacca bianca si presentano freschi, fruttati ed eleganti; i rossi armonici e profumati da giovani, pieni e strutturati se invecchiati.

Friuli Colli Orientali
La zona doc comprende l’intera formazione collinare della porzione orientale della provincia di Udine ed ha in Cividale il suo capoluogo enologico, in totale sono presenti più di 2000 ettari di superficie vitata. Il territorio si è formato nei millenni da depositi di origine eocenica e i terreni si presentano oggi come un’alternanza di strati di marne (argille calcaree) ed arenarie (sabbie calcificate) dall’aspetto molto tipico. Terreni straordinariamente adatti alla viticoltura per la loro giacitura e composizione. Il clima gode del riparo delle Alpi alle spalle e di una costante, benefica ventilazione dal mare Adriatico. La zona gode di infiniti microclimi, più umidi e freschi a Nord a ridosso delle montagne e più miti e asciutti verso Sud.
La produzione è rigorosamente contenuta in termini quantitativi e si caratterizza per la manualità delle vendemmie. I vitigni autoctoni vantano tradizione millenaria e il disciplinare di produzione dei Colli Orientali del Friuli annovera al suo interno il maggior numero di vitigni autoctoni in Italia.

Friuli Collio
La zona D.O.C. Collio, nota per la eccellente produzione di vini D.O.C., comprende circa 1600 ettari di vigneti collinari specializzati, distesi lungo la fascia collinare settentrionale della provincia di Gorizia a ridosso del confine con la Slovenia. I vitigni oggi coltivati nel Collio sono per lo più di origine francese, importati a partire dal 1850.
La prossimità delle Prealpi Giulie costituisce un efficace riparo dai venti freddi di settentrione, e la vicinanza della costa adriatica favorisce la persistenza di un microclima mite e temperato. I terreni del Collio sono costituiti da marne ed arenarie stratificate di origine eocenica, portate in superficie in epoca remota dal sollevamento dei fondali dell’Adriatico. Queste formazioni rocciose si disgregano facilmente sotto l’azione degli agenti atmosferici, originando un terriccio che nel volgere di poche stagioni si trasforma in un substrato ideale per la viticoltura. Insieme al terreno un ottimo alleato è il clima, la ventilazione è costante e le piogge abbondanti sono ben distribuite nell’arco dell’anno, creando una riserva idrica nelle falde superficiali, che garantisce l’ideale apporto d’acqua anche nei periodi più caldi. Inoltre la conformazione collinare della zona comporta discrete escursioni termiche tra giorno e notte.

Fonte: http://www.vinidocfriuli.it