il Pinot Nero

Tra tutti i vitigni a bacca rossa, il Pinot Nero è universalmente considerato uno dei più difficili e, allo stesso tempo, uno dei più affascinanti. Il Pinot Nero è uno dei vitigni internazionali originario della Francia (Borgogna), che meglio riesce a portare con sé il significato e il valore del terroir in cui nasce. Inoltre, essendo particolarmente sensibile, il Pinot Nero è anche un incredibile ricettore della filosofia di chi lo produce. Considerato da sempre un vino complesso e grintoso, il Pinot Nero è interessante anche per via di questo carattere scalpitante che lo contraddistingue soprattutto in fase giovanile, oltre che per le molte sfumature che regala in maturità. L’uva chiede di essere piantata laddove vi siano specifiche condizioni pedologiche e microclimatiche, privilegia climi tendenzialmente freddi con buone escursioni termiche che gli consentono di portare a termine maturazioni complete, soffre l’eccessiva esposizione al sole e quindi il caldo, ma ama molto la luce e ha un delicato rapporto buccia-polpa. In fase di vinificazione il Pinot nero dà parecchio filo da torcere anche agli enologi più esperti. In Borgogna viene vinificato secco e fermo, ma il vitigno si presta anche per essere spumantizzato con risultati notevoli. Oltralpe il Pinot Nero occupa circa il 40% del totale del vigneto francese, seguito dagli Stati Uniti, dalla Germania e, infine, dall’Italia.

In Italia il Pinot Nero ha trovato casa soprattutto in Trentino Alto-Adige, in Oltrepò Pavese, in Veneto, in Toscana e in Friuli Venezia Giulia, dove ha una lunga storia. Giunto nel Nordest alla fine dell’Ottocento, il vitigno non ha conosciuto immediata fortuna. Questo a causa della complessità dell’uva e delle difficoltà riscontrate immediatamente nell’allevarla. Per moltissimi anni, infatti, il Pinot Nero è stato usato solo come base per tagliare l’acidità dei vini autoctoni. Inoltre, l’arrivo di altri vitigni come Cabernet e Merlot fecero venir meno la necessità di ammorbidire e, di conseguenza, la produzione di Pinot Nero si ridusse notevolmente. Ci sono voluti diversi anni prima che arrivassero all’orizzonte produttori coraggiosi capaci di affrontare il nobile vitigno, dedicandogli tutte le cure necessarie sia in fase di allevamento sia in fase di vinificazione e credendo fortemente che quest’uva potesse diventare addirittura espressione dell’identità vitivinicola del Friuli Venezia Giulia. In questa regione dalle caratteristiche climatiche e paesaggistiche molto particolari, che racchiude in pochi chilometri diversi ambienti (lagunare, montano, marino e collinare), il Pinot Nero mantiene la sua austera eleganza nordica aggiungendo una strepitosa nota mediterranea.